Un amore estivo, tra un massaggio e una crema per il corpo

Antonio e Cinzia si erano conosciuti solo da pochi giorni, ma si intuiva subito che tra di loro era scattata la scintilla, quel pizzico di luce che ogni persona ricerca nella sua vita e che ben di rado riesce a trovare. Entrambi erano giovanissimi, poco più che ventenni, eppure riuscivano già a percepire dentro di loro come quell’unione potesse essere come un qualcosa di magico.

Difficile dire se quella storia d’amore sarebbe durata, dopotutto erano di due città diverse e molto distanti, ma questo non importava più di tanto. Quello che importava erano i momenti che stavano vivendo insieme, come una sorta di dimensione al di là della realtà che andava oltre quello che poteva essere il concetto di tempo.

Si erano conosciuti al bar vicino la spiaggia dove Antonio lavorava. Giovane calabrese rampante, si era invaghito immediatamente di quella bella ragazza dai lunghi capelli neri e dagli occhi chiari, con quell’accento che alle sue orecchie suonava così buffo.

Cinzia era veneta, e questo ancora più sapore alla loro storia visto che sapevano bene che le rispettive famiglie mal avrebbero digerite di avere a che fare con un terrone da una parte e con una polentona così distante dai veri valori del Sud dall’altra.

Scontri ideologici che dividevano le due famiglia in una moderna versione dello scontro tra Montecchi e Capuleti, ma questa volta non c’era nessuna necessità di un finale drammatico all’insegna del sangue.

Se lui era stato colpito dalla bellezza e dalla grazia dei modi di lei, Cinzia si era interessata dai modi di fare di quel simpatico guascone. Fecero amicizia in men che non si dica, ma capirono subito che tra loro c’era molto di più che covava sotto la cenere dell’apparenza… tra di loro c’era passione e un forte sentimento, un vero e proprio colpo di fulmine tipico di una fiaba romantica.

Quell’estate fu proprio una fiaba, una storia da raccontare ai futuri nipoti, il modo in cui i nonni si erano conosciuti e innamorati così velocemente in un’assolata stagione trascorsa in un villaggio vacanze.

Oltre alle consuete attività di due giovani innamorati, Cinzia e Antonio trascorrevano il loro tempo a passeggiare sul lungomare al tramonto tenendosi teneramente per mano, uscire la sera per mangiare un gelato e bere un drink, per poi passare ore e ore sulla spiaggia a guardare le stelle, incuranti dei dettami dei genitori e assolutamente indifferenti nei confronti di un mondo esterno che in quei momenti cessava di esistere.

Il momento di maggiore contatto tra i due era quando Antonio iniziava a mettere in campo le sue abili doti di massaggiatore, mestiere che aveva fatto per diversi mesi durante l’anno per avere qualche soldo in tasca. Lei aveva sempre con sé nella sua borsetta l’inseparabile Crema Corpo che la rendeva ancora più bella, con quella pelle bianca e levigata che sembrava essere immune da qualunque possibile aggressione di batteri o dei raggi solari, quasi come se fosse una fata, una creatura magica… Antonio sapeva bene che il merito di quella pelle perfetta era dovuto alla crema che le spalmava ogni pomeriggio, non solo per l’opera comunque eccezionale di Madre Natura.

Dopo quasi un mese di amore e di pura gioia di vivere, gli ultimi istanti vissuti insieme dalla coppia furono segnati da una profonda malinconia. Nonostante il forte sentimento che li legava, erano entrambi consapevoli del fatto che la distanza avrebbe potuto significare problematiche di non poco conto, vista anche l’impossibilità di uno dei due di trasferirsi nella città del partner.

Certo, potevano contare sui favolosi mezzi di comunicazione odierni come gli smartphone e i social network, ma per un amore nato dal contatto diretto è impensabile trasformarsi in un freddo rapporto a distanza tramite il vuoto della Rete.

Si divisero così, guardandosi negli occhi riempiti dalle lacrime con la tacita promessa che se le strade si fossero nuovamente incrociate nulla avrebbe impedito loro di far riaccendere la fiamma della passione, andando anche oltre quella che poteva essere la trama di un’opera shakespeariana.

Purtroppo la realtà è abbastanza restia a seguire i dettami del cuore. I due ragazzi persero i contatti e non si incontrarono più, ognuno di loro prese la sua strada che lo portò molto distante rispetto all’altro.

Antonio trovò un buon lavoro nella sua città e non senza difficoltà riuscì a crearsi una sua posizione e una bella famigliuola con una ragazza del posto. Cinzia aveva completato gli studi ed era diventata docente, si sposò anche lei con un suo collega ma il matrimonio non andò molto bene, divorziarono infatti dopo un paio d’anni.

Anche se avevano preso strade differenti, in entrambi rimase sempre vivo il ricordo di quella magica estate, preludio di un amore sconfinato che le circostanze non avevano portato a totale compimento.

Quell’estate non venne mai dimenticata dai due ragazzi diventati poi adulti induriti dalle difficoltà della vita.

Cinzia non riuscì mai a dimenticare i modi di fare di Antonio e la sua capacità di sdrammatizzare ogni situazione, così come non poté mai dimenticare il modo in cui lui la guardava con occhi persi nei suoi. Antonio invece non riuscì per il resto della vita a dimenticare la bellezza del suo viso e del profumo della sua pelle, quella pelle che lui ogni giorno aveva massaggiato con la crema che lei teneva nella sua borsetta durante quella magica estate.

Vincenzo Abate

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